Tecnologia
Raffredare il notebook
Jun 3rd
Per chi avesse un notebook che si surriscalda velocemente come l’ho io ci sono a disposizione sul mercato delle piattaforme con una ventola sotto che servono a dissipare meglio il calore e quindi evitare un surriscaldamento del computer.
Devo dire che non mi convincevano molto, ero insicuro sul se comprarla o no, visto anche che, in sostanza si tratta di una ventola da pochi euro e un rialzo, però devo dire che sono rimasto piacevolmente soddisfatto dopo un po’ che la uso!
Quella che ho preso io è della Logithec, il Colling pad N100. Il Pc non si surriscalda più, anzi è fin troppo freddo e la ventolina del colling pad è così silenziosa che la prima volta credevo non funzionasse
Qui la foto, se vi serve è un acquisto utile e funzionale

Ipad in Italy
May 29th
Ieri è uscito l’Ipad in Italia. Pare che ci fossero le file fuori dai negozi…
Il costo del nuovo prodotto della Mela parte da 499 euro per la versione con solo il wifi e da 599 per quello con wifi e 3G.. In Italia del resto la versione con solo il wifi sarebbe riduttiva in quanto le reti libere non sono diffuse come negli States e, anzi, sono illegali in quanto ogni persona che si connette ad una rete wifi dovrebbe poter essere identificabile.. (vedi gli hotel che chiedono i dati e danno password temporanee).
Info sui costi dell’Ipad li potete trovare nell’Apple Store online http://store.apple.com/it/browse/home/shop_ipad/family/ipad
Direi che la rivoluzione maggiore dell’Ipad è quella di poter leggere libri e giornali e portarsi sempre appresso un mini pc, cosa che non si potrebbe dire degli ebook reader di cui parlai qualche tempo fa.

Tra i punti deboli c’è però da dire che il nuovo dispositivo apple non ha porte USB ma per qualsiasi device esterno che gli si voglia collegare c’è da comprare degli adattatori..
Insomma è un Iphone gigante come dissero molti..
Vedremo come se la caverà
03 Giugno 2010, Aggiornamento:
Oggi ho provato velocemente l’Ipad all’Apple Store di Carugate, presso il centro comm.le Carosello.
Devo dire che non sono riuscito a provarlo a fondo perchè i miei amici, che nel mentre ne stavano provando uno che poi è andato in crash, mi hanno tirato via per fuggire
In ogni caso per il poco che ho visto non è malissimo, nonostante i punti deboli noti come la mancanza di usb ecc. Ho provato a scrivere una nota e la tastiera a video è molto comoda e facile da usare, se non fosse che in 10 minuti non ho trovato la “é”. Ho ripiegatosu un apice..
La presentazione delle foto è carina e ricorda molto le cornici digitali, altro uso che si potrebbe fare del nuovo dispositivo Apple.
A proposito degli usi che vi si potrebbero fare consiglio la visione di un video che mi è piaciuto sull’argomento, si intitola ipad + velcro = <3
Primi test su Ubuntu 10.04
May 25th
In questi giorni ho installato sul mio pc Ubuntu 10.04 “Lucid Lynx”.
Premetto che non l’ho installato come sistema principale ma, anzi, l’ho installato con wubi, quindi sotto windows, in quanto ho necessità di win per lavoro e per altri software che su ubuntu non pposso far girare.
Inizialmente ho av, primo di tutti la scheda video “Nvidia GeForce 7000M” che sembrava non voler andare ma che ora sembra funzionare correttamente grazie alle installazioni del driver fornite nel pannello “Driver Hardware” dello stesso SO.
Una limitazione non legata all’hardware però devo dire che l’ho riscontrata: l’impossibilità di non poter avviare più di una installazione per volta. Secondo me è limitativa, soprattutto per chi col computer ha necessità di lavorarci e fare di corsa. Spero comunque che la cosa possa essere “corretta” nelle prossime release
Ogni tanto poi mi crashava il sistema o firefox, soprattutto quando c’era qualche cosa in flash sulle pagine di un sito.. ma questo può benissimo essere legato all’hardware non recentissimo..
Per il resto lo sto usando da pochissimo e non mi ha dato altri problemi per ora.. dovrei metterlo sotto davvero.. e nel caso pubblicherò qualcosa
rieccomi..
May 5th
Goood Morning people..
Ogni tanto riscrivo qua.. anche se, sono quasi certo, non legga nessuno.. ma almeno faccio qualcosa…
Qualche giorno fa, il 29 Aprile, a tarda sera immagino visto che l’ho trovata solo il 30, è uscita la release 10.04 di UBUNTU!!
Pare da questa release ci saranno molte novità a cominciare dallo shop musicale ubuntu..
Ho appena finito di masterizzarla.. la proverò e recensirò
Deck Link pro incompatibile con ASUS P5N-D ??
Apr 8th
In questi giorni mi è capitato di mettere in piedi una macchina che montava una motherboard ASUS P5N-D ed in cui dovevo inserire una scheda video PCI della Black magic (www.blackmagic-design.com), la Deck Link pro.
La scheda non funzionava e per riuscire ad utilizzarla abbiamo dovuto cambiare motherboard, ma per ora stiamo verificando che non sia un conflitto con la scheda video principale, una ASUS pure quella.
Ho voluto scrivere questo brevissimo post in quanto mi pare di capire che la Deck Link sia poco utilizzata e io non ho potuto trovare molto a riguardo..
Quando avrò riscontri maggiori aggiornerò il post!!
AGGIORNAMENTO!!
Dopo aver cambiato la scheda madre la DeckLink ha funzionato correttamente con una nuova, sempre ASUS, con stesso processore e RAM. Per cui il verdetto penso sia chiaro, Matherboard e Scheda Video erano incompatibili anche se Black Magic non la metteva sulla lista..
Chi non muore si rivede..
Mar 18th
Ogni tanto mi ricordo di avere anche un blog sul mio dominio e ci torno a scrivere… soprattutto quando trovo qualcosa di interessante sul web da condividere.
Ultimamente sono stato un po’ incasinato cmq, oltre, ogni tanto, ad essermi dimenticato di avere questo mio spazio personalissimo.. tanto non lo leggerà nessuno credo..
Oggi quindi posto al volo due notizie interessanti beccate su www.wired.it
La prima è il sorpasso di Facebook su Google in quanto a visitatori unici delle homepage dei due rispettivi colossi informatici riferiti però SOLO al traffico negli Stati Uniti. Insomma, facebook deve lavorare ancora parecchio prima di potersi attestare al primo posto dei siti più visitati al mondo. Intanto il fondatore di Facebook però resta off line, e il suo ultimo aggiornamento di stato risale al 14 febbraio..
Comunque penso che alla fine Facebook, per quanto utile per mantenere i contatti e condividere i propri pensieri e quant’altro, sia più una modo. E’ vero che, almeno per la mia esperienza, è il più popoloso, almeno in Italia, ma sinceramente io, sopratutto ultimamente preferisco Twitter. Ho anche collegato i due account ma sto pensando di togliere questo aggiornamento automatico di FB quando pubblico qualcosa in Twitter.
insomma: VIVA Twitter.
L’articolo lo trovate al link: http://www.wired.it/news/archivio/2010-03/17/usa,-facebook-sorpassa-google-ma-zuckerberg-e-offline.aspx
La seconda notizia è legata ad un post che avevo pubblicato qualche tempo fa sulla digitalizzazione dei libri. Bene, il Ministero per i beni e le attività culturali ha stretto un accordo con Google per la digitalizzazione delle Biblioteche di Roma e Firenze. Tutti testi non coperti da copyright (quindi di almeno 70 anni e alcuni dei quali introvabili) che il Ministero avrebbe comunque dovuto digitalizzare. In questo modo si stima un imponente risparmio per le casse dello Stato.
l’articolo lo trovate al link: http://www.wired.it/news/archivio/2010-03/18/google,-arrivano-le-biblioteche-virtuali-(anche-italiane).aspx
Internet Nobel per la Pace
Jan 25th
Wired Italia (http://www.wired.it) lo scorso mese ha lanciato la candidatura di INTERNET al Nobel per la Pace 2010.
Personalmente appoggio questa iniziativa in quanto ritengo che Internet sia un mezzo di comunicazione indispensabile ormai che da la possibilità a chi rimane senza voce, oppresso da regimi e censura, di riprendere fiato e farsi sentire al mondo nonostante tutto, da la possibilità di informarsi su ciò che VERAMENTE accade riuscendo spesso a sfatare il modo in cui i giornali e le tv spesso ci dipingono la cronaca e tutte le notizie che danno.
Non mi dilungo tanto, lascio a voi la scelta di condividere o meno questa candidatura e vi invito a leggere il post di wired.it sulla presentazione della candidatura e di visitare il sito appositamente creato http://www.internetforpeace.org in cui si può trovare il manifesto e si può sottoscrivere la candidatura di Internet al Nobel per la Pace 2010.
Di seguito copio e incollo il post di wired.it sull’argomento:
Wired Italia lancia il progetto Internet for Peace candidando ufficialmente il Web al Premio Nobel per la Pace 2010.
In occasione della presentazione pubblica del progetto in programma a Milano venerdì 20 novembre al Piccolo Teatro Studio, alle ore 18, all’interno delle manifestazioni di Science For Peace Live, saranno al fianco di Riccardo Luna anche le redazioni di Wired USA e Wired UK. Il Direttore di Wired Italia, infatti, sarà accompagnato dagli interventi del Direttore di Wired Uk David Rowan e dal Direttore di Wired USA Chris Anderson, che per l’occasione sarà in collegamento video da Detroit.
L’idea, a cui sarà dedicato il prossimo numero di Wired, vedrà coinvolti numerosi ambasciatori e supporters, primi fra tutti il Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi, il Professor Umberto Veronesi, lo stilista Giorgio Armani, insieme alle redazioni di Wired USA e Wired Uk.
Con l’aumento della sua diffusione e della sua accessibilità, Internet ha ampiamente dimostrato di non essere solo una rete di computer collegati fra loro o un contenitore di pagine web navigabili dagli utenti, ma si offre come prezioso e potente strumento di comunicazione globale in grado di oltrepassare anche quelle distanze dettate da restrizioni di tipo politico e militare. Partendo dall’idea che Internet si costituisca soprattutto come strumento di democrazia fruibile da tutti, in grado di veicolare messaggi di solidarietà e civiltà, è nato il progetto di Wired Italia, Internet for Peace, con l’obiettivo di candidare la Rete al prossimo Premio Nobel per la Pace.
Così il Direttore di Wired Italia Riccardo Luna commenta Internet for Peace: “Dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere della censura sono solo l’ultimo esempio di come Internet possa divenire un’arma di speranza globale“.
Il viaggio di Internet for Peace sulle pagine di Wired Italia partirà proprio dall’Iran e dalla rivolta di Teheran dopo le ultime elezioni presidenziali. Ogni mese infatti e fino a settembre 2010, Wired dedicherà un approfondimento alle storie e alle esperienze di chi – con la Rete – ha provato e prova a fare crescere la pace. Inoltre per ogni storia raccolta Current Tv realizzerà un video racconto che verrà trasmesso oltre che in Italia anche negli Stati Uniti e in Inghilterra.
Dall’Iran arriva anche la prima firmataria del manifesto di Internet for Peace a cui Wired Italia ha voluto dedicare la copertina del prossimo numero in edicola dal 21 novembre. Shirin Ebadi, prima iraniana musulmana a vincere il Premio Nobel per la Pace nel 2003, si è schierata a sostegno della candidatura di Internet per il prossimo Premio Nobel per la Pace e ha così dichiarato a Wired Italia: “Internet può essere usata anche per favorire guerre e terrorismo, come dimostra l’opera di proselitismo dei talebani. Ma il passaparola della sollevazione di Teheran – che ha viaggiato anche al ritmo di 220mila tweet all’ora – è stato troppo impetuoso per lasciare anche il minimo dubbio sul fatto che senza la Rete non sarebbe stato possibile. Non è un caso – prosegue la Ebadi - che ai primi processi contro i dimostranti il procuratore generale abbia accusato Google, Facebook e Twitter di complottare contro l’ordine costituito“.
Insieme a Shirin Ebadi, in veste di ambasciatori di Internet for Peace, lo stilista Giorgio Armani e il Professor Umberto Veronesi, che proprio all’interno della Conferenza Mondiale della sua Fondazione, Science for Peace, ospiterà il lancio della candidatura di Internet al Premio Nobel per la Pace 2010.
Il Professor Veronesi ha dichiarato nell’editoriale pubblicato da Wired sul numero di dicembre: “Se il Web vincesse Il Nobel dimostreremmo agli osservatori futuri due cose: che avevamo capito la portata della rivoluzione globale rappresentata dalla Rete; che eravamo determinati a volgerla al miglior utilizzo nell’interesse dell’umanità intera“.
Chris Anderson, Direttore di Wired USA ha dichiarato: “Nel 1993, Rupert Murdoch affermò che la TV satellitare rappresentava una forza inequivocabile di democrazia perché riusciva ad oltrepassare i confini territoriali dando ai popoli una prospettiva globale in qualunque parte del mondo, grazie alla sua capacità di divulgare informazioni e di distruggere i tiranni e la loro propaganda. Murdoch ha pagato a caro prezzo questa dichiarazione, il governo cinese gli ha sbarrato l’ingresso al vasto mercato del paese. Murdoch comunque aveva ragione: la tecnologia può davvero cambiare il mondo.
Internet – prosegue Chris Anderson - ha ora raggiunto un livello superiore; è riuscito ad aver la meglio perfino sui media moguls permettendo a tutti di collegarsi direttamente. Così facendo, ha fatto emergere una riflessione profonda sulla specie umana. La gente vuole la pace e se ne ha la possibilità, lavorerà incessantemente per averla. In poche parole, non c’è partita fra un account su Twitter e un fucile AK-47, ma a lungo termine la tastiera è più potente della spada“.
David Rowan, Direttore di Wired Uk si è così espresso sulla candidatura di Internet al Premio Nobel per la Pace: “Nella redazione inglese di Wired, siamo felici di dare il nostro appoggio alla campagna
Internet for Peace. La Rete è la più grande forza trasformativa che abbiamo nella vita moderna, ha dato a tutti noi la possibilità di riprenderci il potere dei governi e delle multinazionali. Il Web ha reso il mondo totalmente trasparente, ora le varie lobby devono fare i conti con Internet se vogliono manipolare e sfruttare sia i cittadini sia i consumatori. Ecco il motivo per il quale è il momento che il Comitato Nobel riconosca l’impatto positivo di Internet nella vita di tutti i giorni“.
Tante le aziende che hanno già accolto l’invito di Wired Italia a sostenere la candidatura di Internet al Premio Nobel per la Pace: Sony Ericsson, Tiscali, Fineco, Fastweb, Microsoft Italia, Telecom Italia, Unendo Energia, Vodafone Italia, Citroën e H3G hanno realizzato per l’occasione dieci differenti pagine creative a sostegno di Internet for Peace che Wired pubblicherà sul numero di dicembre.
Numerose inoltre le iniziative collaterali ideate da Wired Italia a sostegno dell’iniziativa, tra cui un canale speciale su Youtube.
Il lancio del sito e la raccolta di adesioni è fissata, dunque, per venerdì 20 novembre alle ore 17.30 quando sarà online il sito www.internetforpeace.org
Fonte post: http://www.wired.it/internet-for-peace/archivio/2009-12/05/internet-for-peace.aspx
Il futuro della lettura
Jan 25th
L’altro giorno ho avuto un flash forward. Per chi segue il telefilm tratto dal romanzo “Avanti nel tempo..” di Robert J. Sawyer questo termine non sarà nuovo, per chi non lo seguisse si tratta di un salto avanti nel tempo che nel romanzo e nel film si verifica a causa di un esperimento scientifico e dura circa 2 minuti (poco meno) in cui ogni abitante del pianeta terra ha una visione del suo futuro (nel libro si tratta del 2030, nel telefilm del 29 aprile 2010).
Insomma, nel mio salto avanti mi sono immaginato delle biblioteche non più piene di libri cartacei ma di schede di memoria contenenti gli ebook. Memorie da inserire nel proprio ebook reader così da poter consultare il titolo di nostro interesse e poi da restituire alla biblioteca proprio come accade ora con le copie cartacee. Andare in edicola e scaricare l’ultima edizione del quotidiano che ci interessa e aggiornarla on line. Andare in Libreria e scegliere la flash memory (rigorosamente non sovrascivibile) del libro che vogliamo acquistare.
Oltre a questa dei libri ho immaginato anche serrature di auto e lucchetti per la bici che funzionano in automatico, si chiudono da soli quando ci si allontana e si sganciano quando torniamo indietro. La porta di casa da aprire con l’impronta digitale.
A dire la verità nel mio Flash Forward non ho visto nulla di nuovo.. Molte di queste tecnologie già esistono..
Esistono gli ebook reader, esistono i telecomandini dell’auto che a distanza e senza toccare nessun tasto aprono o chiudono l’auto, esistono le serrature a impronta digitale. L’unica cosa, penso, sia quelle dei lucchetti per la bici che non esistono ancora, ma non sono nulla di complicato.

L'ebook reader venduto da Amazon.com
In ogni caso, volevo soffermarmi sui libri. Sarebbe bello che già oggi, visto che le risorse ci sono, si sperimentasse la questione di Biblioteche composte di testi su schede di memoria, anche se c’è da dire che in Italia gli ebook reader sono poco diffusi, mentre negli stati uniti sono andati di gran moda questo natale quando il portale AMAZON ha finito le scorte del suo reader. Recentemente poi ne è stato presentato un altro modello, pare più evoluto, a Las Vegas chiamato Skiff, più grande con schermo di 9 x 11 pollici e un peso di 498 grammi. Ha uno schermo touch screen e supporta il WiFi. Una memoria di 4 Giga estendibile. Comodissimo per leggere gli ebook è ancora più versatile quando si tratta di leggere i quotidiani, o almeno così pare. La sua particolarità è che il suo display è in metallo battuto in foglia che lo rende molto simile ad un foglio di carta. Tant’è che lo si può anche leggermente piegare!
Già esistono alcuni siti che censiscono titolo on line, quasi sempre si tratta di biblioteche virtuali su temi specifici, come ad esempio in campo medico o artistico. Sarebbe bello un sito in cui siano censiti i siti web di biblioteche virtuali per accedere ad esse e ai testi che contengono. Chissà che non lo crei io stesso un giorno!

Skiff ebook reader
Chi già si adopera per la digitalizzazione della cultura cartacea è GOOGLE BOOKS (inizialmente si chiamava Google Print) che dà la possibilità di consultare i testi e fare ricerche su di essi dal sito di google. L’idea è stata di uno dei creatori di Google che, giustamente, si è preoccupato di quei testi, spesso introvabili, e che col tempo sono destinati a scomparire perchè presenti in pochissime biblioteche e spesso dimenticati e abbandonati. Con la digitalizzazione di questi libri, spesso veri e propri pezzi da museo, invece si preserva la loro esistenza e la possibilità di consultarli si amplia a chiunque abbia una connessione web (ormai chiunque), per cui allo stesso tempo si incentiva anche la cultura e la sua diffusione. Al giorno d’oggi penso si sia perso molto l’amore per la lettura, magari questi progetti aiuterebbero a rilanciarlo.
Google ha avuto dei problemi legati, legati ai diritti, per la pubblicazione dei libri sul web ma pare sia stato raggiunto un accordo e quindi il servizio continuerà ad andare avanti.
Spero veramente che tutto ciò presto possa realizzarsi veramente e completamente, in particolar modo la digitalizzazione dei libri che, come detto prima, aiuterebbe la diffusione della cultura nel mondo e molti testi a non finire nel dimenticatoio a marcire. Questo sicuramente incentiva la candidatura di Internet al Nobel per la Pace 2010 di cui spero di trattare presto.
Se qualcuno leggesse questo post e conoscesse qualche sito in cui sono raccolti testi digitalizzati o siti di biblioteche, anche indirizzate ad argomenti specifici, potrebbe postare i link come commento o privatamente a me via mail. Comincio a raccattare materiale per un eventuale portale librario digitale
Wikipedia: troppe regole, calano gli utenti-autori
Nov 26th
Quando qualcuno ha bisogno di sapere qualcosa in più su qualcosa, o il significato di un determinato termine, o ancora la biografia di un personaggio famoso e via discorrendo, al giorno d’oggi apre una pagina web e vai sullìenciclopedia più cliccata del Web WIKIPEDIA (327 milioni di visitatori unici ogni mese).
Da una ricerca, pubblicata dal Wall Street Journal, pare infatti che gli utenti attivi, ovvero gli autori delle voci dell’enciclopedia on-line (90 mila utenti che scrivono in 266 lingue diverse), stiano diminuendo in linea maggiore rispetto all’anno precedente per le troppe regole del portale enciclopedico.
Da una ricerca di Felipe Ortega dell’Università di Madrid pare infatti che Wikipedia abbia perso, nel primo trimestre 2009 49 mila autori in lingua inglese, dieci volte in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo perchè l’enciclopedia “libera” del web, oggi, ha troppe regole.
Wikipedia infatti si è espansa così tanto proprio per l’assenza di regole che ne garantivano la richezza di contenuti, appunto una enciclopedia LIBERA. Le troppe regole aggiunte pian piano irritano gli editori e rendono il progetto poco interessante per chi vuole pubblicare.
Wikipedia basa il suo business sulle pagine viste, è uno dei siti più visitati al mondo, ma se i volontari, autori delle voci, scarseggiano anche i contenuti scendono, il progetto perde di interesse e gli utenti che la visitano pure.
Il fondatore dell’enciclopedia si dice sicuro che questo piccolo problema sia risolvibile. Mah, speriamo…
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