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Banda larga: si mettessero d’accordo..
Nov 17th
Qualche tempo fa, l’otto novembre per l’esattezza, pubblicai un post intitolato “Addio banda larga in Italia?” in cui riportavo un articolo trovato in rete che sostanzialmente diceva che “… Nonostante i buoni propositi del governo, finalizzati soprattutto all’eliminazione del digital divide, l’Italia rimarrà indietro rispetto al resto dell’Europa. Con una nota ufficiale, il governo annuncia che i fondi stanziati rimarranno bloccati fin quando il nostro Paese uscirà dal periodo di crisi…”
Ciò preoccupò confindustria ma anche tanti internauti, soprattutto quelli che, nel 2009, si trovano ancora senza banda larga e sono costretti a fare a botte coi criceti del 56Kb…
Oggi trovo su LA STAMPA questo articolo: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200911articoli/49427girata.asp in cui il ministro per lo sviluppo economico Scajola assicura che quanto prima si procederà all’ampliamento della banda larga in Italia, operazione che creerà 30 mila mini cantieri che in breve tempo potrebbero dare lavoro a 50/60 mila persone.
Riusciranno a mettersi d’accordo?? Certo è che non è possibile che nel 2009, quando la Finlandia ha messo la banda larga come un diritto del cittadino, ci sia ancora chi non ha accesso alla banda larga e non ha la possibilità di comunicare come si deve col resto mondo. E questo discorso vale, soprattutto, per molti uffici della Pubblica Amministrazione che non sono nemmeno collegati fra loro, il che è tutto dire!!
Speriamo che Scajola sia di parola e quanto prima si possa avere un’Italia unita almeno nella Banda Larga.
Addio banda larga in Italia? O.o
Nov 8th
Nonostante il denso programma di attuazione e diffusione della banda larga nel nostro Paese, il governo italiano ha dovuto bloccare l’erogazione dei fondi destinati alle infrastrutture (pari a 800 milioni di euro) per combattere la crisi economica.
Nei mesi scorsi abbiamo seguito da vicino le operazioni per la diffusione della banda larga in Italia, i finanziamenti programmati per il nostro Paese e l’intenso sviluppo per la costruzione delle infrastrutture. Nel mese di giugno, infatti, il governo italiano chiedeva non solo l’impegno di privati, ma anche l’intervento di fondi europei, in quanto la UE aveva destinato oltre un miliardo per l’estensione della banda larga in Europa.
Prima dell’estate i fondi destinati alle infrastrutture (circa 800 milioni di euro) sono passati all’esame del Comitato interministeriale per la programmazione economica (o Cipe). Questo denaro, proveniente da fondi Fas per le aree sottoutilizzate, doveva essere integrato con finanziamenti pubblici già definiti per circa 264 milioni.
Nonostante i buoni propositi del governo, finalizzati soprattutto all’eliminazione del digital divide, l’Italia rimarrà indietro rispetto al resto dell’Europa. Con una nota ufficiale, il governo annuncia che i fondi stanziati rimarranno bloccati fin quando il nostro Paese uscirà dal periodo di crisi. A questa notizia, Confindustria ha emesso una nota di protesta contro la decisione del governo, sottolineando come la diffusione della banda larga sia una priorità per lo Stato ed un diritto per il cittadino italiano.
Solo qualche settimana fa, il governo finlandese ha dichiarato che entro il prossimo luglio 2010, l’accesso ad Internet con banda larga ad alta velocità (pari a 1Mb/s) diventerà un diritto fondamentale del cittadino. Secondo uno studio effettuato a giugno 2007, il 79% della popolazione finlandese sarebbe collegato ad Internet e si conterebbero 1.52 milioni di hotspot o 28.7 per 100 abitanti. La Finlandia è il primo Paese ad aggiungere il diritto di accesso ad Internet nella sua legislazione.
Perchè l’Italia rimane indietro? Il digital divide non è solo un’emergenza tecnologica ma rappresenta anche un’ostacolo sociale. Abbattere il divario digitale rimetterebbe in moto l’economica, l’Amministrazione Pubblica, la competitività di piccole e medie imprese, nonché l’inclusione sociale.
fonte: http://notebookitalia.it/addio-banda-larga-in-italia-6927.html
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