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Il futuro della lettura
Jan 25th
L’altro giorno ho avuto un flash forward. Per chi segue il telefilm tratto dal romanzo “Avanti nel tempo..” di Robert J. Sawyer questo termine non sarà nuovo, per chi non lo seguisse si tratta di un salto avanti nel tempo che nel romanzo e nel film si verifica a causa di un esperimento scientifico e dura circa 2 minuti (poco meno) in cui ogni abitante del pianeta terra ha una visione del suo futuro (nel libro si tratta del 2030, nel telefilm del 29 aprile 2010).
Insomma, nel mio salto avanti mi sono immaginato delle biblioteche non più piene di libri cartacei ma di schede di memoria contenenti gli ebook. Memorie da inserire nel proprio ebook reader così da poter consultare il titolo di nostro interesse e poi da restituire alla biblioteca proprio come accade ora con le copie cartacee. Andare in edicola e scaricare l’ultima edizione del quotidiano che ci interessa e aggiornarla on line. Andare in Libreria e scegliere la flash memory (rigorosamente non sovrascivibile) del libro che vogliamo acquistare.
Oltre a questa dei libri ho immaginato anche serrature di auto e lucchetti per la bici che funzionano in automatico, si chiudono da soli quando ci si allontana e si sganciano quando torniamo indietro. La porta di casa da aprire con l’impronta digitale.
A dire la verità nel mio Flash Forward non ho visto nulla di nuovo.. Molte di queste tecnologie già esistono..
Esistono gli ebook reader, esistono i telecomandini dell’auto che a distanza e senza toccare nessun tasto aprono o chiudono l’auto, esistono le serrature a impronta digitale. L’unica cosa, penso, sia quelle dei lucchetti per la bici che non esistono ancora, ma non sono nulla di complicato.

L'ebook reader venduto da Amazon.com
In ogni caso, volevo soffermarmi sui libri. Sarebbe bello che già oggi, visto che le risorse ci sono, si sperimentasse la questione di Biblioteche composte di testi su schede di memoria, anche se c’è da dire che in Italia gli ebook reader sono poco diffusi, mentre negli stati uniti sono andati di gran moda questo natale quando il portale AMAZON ha finito le scorte del suo reader. Recentemente poi ne è stato presentato un altro modello, pare più evoluto, a Las Vegas chiamato Skiff, più grande con schermo di 9 x 11 pollici e un peso di 498 grammi. Ha uno schermo touch screen e supporta il WiFi. Una memoria di 4 Giga estendibile. Comodissimo per leggere gli ebook è ancora più versatile quando si tratta di leggere i quotidiani, o almeno così pare. La sua particolarità è che il suo display è in metallo battuto in foglia che lo rende molto simile ad un foglio di carta. Tant’è che lo si può anche leggermente piegare!
Già esistono alcuni siti che censiscono titolo on line, quasi sempre si tratta di biblioteche virtuali su temi specifici, come ad esempio in campo medico o artistico. Sarebbe bello un sito in cui siano censiti i siti web di biblioteche virtuali per accedere ad esse e ai testi che contengono. Chissà che non lo crei io stesso un giorno!

Skiff ebook reader
Chi già si adopera per la digitalizzazione della cultura cartacea è GOOGLE BOOKS (inizialmente si chiamava Google Print) che dà la possibilità di consultare i testi e fare ricerche su di essi dal sito di google. L’idea è stata di uno dei creatori di Google che, giustamente, si è preoccupato di quei testi, spesso introvabili, e che col tempo sono destinati a scomparire perchè presenti in pochissime biblioteche e spesso dimenticati e abbandonati. Con la digitalizzazione di questi libri, spesso veri e propri pezzi da museo, invece si preserva la loro esistenza e la possibilità di consultarli si amplia a chiunque abbia una connessione web (ormai chiunque), per cui allo stesso tempo si incentiva anche la cultura e la sua diffusione. Al giorno d’oggi penso si sia perso molto l’amore per la lettura, magari questi progetti aiuterebbero a rilanciarlo.
Google ha avuto dei problemi legati, legati ai diritti, per la pubblicazione dei libri sul web ma pare sia stato raggiunto un accordo e quindi il servizio continuerà ad andare avanti.
Spero veramente che tutto ciò presto possa realizzarsi veramente e completamente, in particolar modo la digitalizzazione dei libri che, come detto prima, aiuterebbe la diffusione della cultura nel mondo e molti testi a non finire nel dimenticatoio a marcire. Questo sicuramente incentiva la candidatura di Internet al Nobel per la Pace 2010 di cui spero di trattare presto.
Se qualcuno leggesse questo post e conoscesse qualche sito in cui sono raccolti testi digitalizzati o siti di biblioteche, anche indirizzate ad argomenti specifici, potrebbe postare i link come commento o privatamente a me via mail. Comincio a raccattare materiale per un eventuale portale librario digitale
RFID..il futuro della tecnologia: l’internet delle cose
Nov 6th
E’ da alcuni giorni che su twitter vedevo i twit di Geek Files su questo famigerato RFID..deciso ad informarmi alla fine ci han pensato loro stessi (Geek Files) a farmi comprendere meglio di che cosa si tratti e di che cosa si l’”internet delle cose”.
In sostanza parliamo del futuro, di una fantascienza manco tanto lontana!
L’RFID è una tecnologia basata su onde radio con cui si può monitorare qualsiasi cosa. Basta un tag e un reader.
Il tag è un’etichetta o un chip che viene posto sull’oggetto, o anche persona in alcuni casi, che si intende monitorare. Il reader invece, come avrete immaginato è il lettore che ci permette di accedere ai dati del tag di cui parlavamo prima.
Effettivamente questa invenzione sconvolgerà un po’ il mondo, il modo di porci, il lavoro, la società in genere e il modo di pensare e vivere.
Basti pensare a utilizzi già reali di questa tecnologia come i chip per l’identificazione degli animali domestici (molti comuni al posto del tatuaggio utilizzano un chip RFID), o i frigoriferi capaci di dirci cosa manca o cosa abbiamo a disposizione per preparare la cena, o semplicemente per tracciare tutti i passaggi che gli alimenti deperibili fanno dal produttore al consumatore.
I tag RFID potrebbero essere utilizzati per monitorare il traffico, in alcuni casi addirittura per “monitorare le persone”. Effettivamente però quest’ultimo uso comporterebbe un “leggerissimo” problemino di privacy. Immaginatevi se potessimo essere monitorati 24h su 24 in ogni nostro movimento, in ogni nostra attività..non sarebbe il massimo
In alcuni casi però i chip sugli esseri umani (chip sottocutanei) sono già una realtà; in Messico alcuni alti funzionari si sono fatti impiantare un chip per accedere ad aree riservate. In Giappone si forniscono i bambini di un chip che monitora il percorso casa – scuola e nel caso in cui questi si allontanino dallo stesso viene mandato un alert alle famiglie e il bambino in caso di bisogno con la pressione di un tasto può richiedere aiuto ai genitori; Città in grado di comunicare con le persone, ancora meglio del GPS.
In merito segnalo quindi la puntata di Geek Files su Current (canale 130 si Sky) sul tema, molto interessante, e il libro di Adam Greenfiled “Everywhere”.
La politica ignora il web….andiamo bene…
Nov 3rd
In Italia ci sono tante tasse, che servirebbero a migliorare i servizi, ma in realtà mi domando che testa abbia chi ci governa, destra o sinistra che sia..
I giovani laureati che dovrebbero essere il miglior investimento di crescita per il Paese sono costretti per lo più a fuggire all’estero per riuscire a lavorare decentemente e per avere uno stipendio dignitoso.
Basti pensare anche solo ad un programmatore. In Italia ricercano programmatori che sappiano un linguaggio ma anche altre 10..cosa che cmq risulta difficile a chi sviluppa, anche se i linguaggi sono spesso simili tra loro..e lo stipendio è una miseria, oltre al fatto di essere precari a vita, perché se andate a vedere gli annunci di lavoro per sviluppatori sono tutti con CONTRATTO A PROGETTO, un modo per dire, quando mi stufo o non mi servi più ti mando a casa..
La nostra è una generazione di precari purtroppo, e chi ha creato questo sistema precario tra l’altro poco tempo fa inneggiava al posto fisso per tutti..è proprio vero che la coerenza in politica è cosa sempre più rara, se mai c’è stata..
In ogni caso, mentre nel resto del mondo si investe su INTERNET e sulle nuove tecnologie, in Italia si resta indietro..non è una novità lo so..
A tal proposito vorrei segnalare un articolo di Repubblica (http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/tecnologia/iab/iab1/iab1.html) in cui si parla appunto del poco investimento che si fa sul Web in Italia, anche da parte di chi si fa pubblicità.
Rendiamoci conto che internet è sempre di più il futuro, fonte di conoscenza, lavoro, svago..approfittiamo di questo fantastico strumento, anche se ammetto che a volte si rivela anche dannoso..
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