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Chi non muore si rivede..

Ogni tanto mi ricordo di avere anche un blog sul mio dominio e ci torno a scrivere… soprattutto quando trovo qualcosa di interessante sul web da condividere.

Ultimamente sono stato un po’ incasinato cmq, oltre, ogni tanto, ad essermi dimenticato di avere questo mio spazio personalissimo.. tanto non lo leggerà nessuno credo.. :P

Oggi quindi posto al volo due notizie interessanti beccate su www.wired.it

La prima è il sorpasso di Facebook su Google in quanto a visitatori unici delle homepage dei due rispettivi colossi informatici riferiti però SOLO al traffico negli Stati Uniti. Insomma, facebook deve lavorare ancora parecchio prima di potersi attestare al primo posto dei siti più visitati al mondo. Intanto il fondatore di Facebook però resta off line, e il suo ultimo aggiornamento di stato risale al 14 febbraio..

Comunque penso che alla fine Facebook, per quanto utile per mantenere i contatti e condividere i propri pensieri e quant’altro, sia più una modo. E’ vero che, almeno per la mia esperienza, è il più popoloso, almeno in Italia, ma sinceramente io, sopratutto ultimamente preferisco Twitter. Ho anche collegato i due account ma sto pensando di togliere questo aggiornamento automatico di FB quando pubblico qualcosa in Twitter.

insomma: VIVA Twitter.

L’articolo lo trovate al link: http://www.wired.it/news/archivio/2010-03/17/usa,-facebook-sorpassa-google-ma-zuckerberg-e-offline.aspx

La seconda notizia è legata ad un post che avevo pubblicato qualche tempo fa sulla digitalizzazione dei libri. Bene, il Ministero per i beni e le attività culturali ha stretto un accordo con Google per la digitalizzazione delle Biblioteche di Roma e Firenze. Tutti testi non coperti da copyright (quindi di almeno 70 anni e alcuni dei quali introvabili) che il Ministero avrebbe comunque dovuto digitalizzare. In questo modo si stima un imponente risparmio per le casse dello Stato.

l’articolo lo trovate al link: http://www.wired.it/news/archivio/2010-03/18/google,-arrivano-le-biblioteche-virtuali-(anche-italiane).aspx

Google Analytics. La Germania solleva qualche dubbio…

Riporto un interessante articolo del Corriere.it che parla del servizio di Google, Google Analytics.

Il servizio fornisce dati statistici sui visitatori del sito in cui viene inserito. Questo aiuta sicuramente il gestore del sito a capire meglio i suoi utenti e a indirizzare al meglio il servizio, ma potrebbe toccare anche dei dati sensibili, quelli di cui tanto si parla e si discute in merito al D. Lgs. 196/2003 in materia di Privacy.

Buona lettura..

Da http://www.corriere.it

LA GERMANI CONSTRO GOOGLE ANALYTICS

MILANO – Google Analytics è un servizio illegale, perlomeno secondo le autorità tedesche. Le quali starebbero ora cercando di intervenire sostenendo che lo strumento – che consente ai titolari di siti web di raccogliere una serie di dati statistici su numero, genere, provenienza, gusti e comportamenti dei loro visitatori – sarebbe in collisione con la legge tedesca. Le aziende che lo utilizzano potrebbero dunque vedersi applicate delle sanzioni. Un articolo di Zeit Online, che si è occupato della questione, ipotizza che le multe potrebbero raggiungere i 50 mila euro.

 

SENZA CONSENSO – Il nodo del contendere è il mancato consenso preventivo da parte degli utenti all’utilizzo di informazioni ritenute evidentemente sensibili. Sempre secondo quanto ha riportato la Zeit Online, Google Analytics sarebbe utilizzato dal 13% dei domini «.de» e tra questi vi sarebbero anche i siti di organizzazioni politiche, giornali e grandi compagnie farmaceutiche. A preoccupare il governo sarebbe ad esempio la possibilità di raccogliere informazioni sulle condizioni di salute dei frequentatori dei siti monitorati o sulle abitudini sessuali, ma anche sulle idee politiche o sulle proprie propensioni all’acquisto di determinati beni o servizi. Tutti dati che hanno un elevato valore commerciale ma che non possono essere raccolti senza che vi sia il benestare conclamato dei diretti interessati.

«SIAMO IN REGOLA» – La filiale tedesca compagnia, dal canto suo, ha fatto sapere di essere in regola. Si appella al trattato Usa-Ue sulla privacy noto come «Safe Harbour» che consentirebbe loro di utilizzare negli Stati Uniti i dati statistici raccolti. E fa notare come, in ogni caso, gli stessi utenti potrebbero nascondere i dati che li riguardano ad esempio non accettando i cookies, che tengono memoria dei siti visitati permettendo al sistema di stilare profili attraverso cui targettizzare meglio gli avvisi commerciali.

altra immagine curiosa da google maps

Ecco un’altra curiosa immagine da satellite di google maps.

Complimenti al simpatico concittadino che avrà speso tante energie per questo lavoro, ma il risultato direi che è molto soddisfacente!!

AHAHAHAHAHAHAHAH :D

vedete l’immagine al link: http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&geocode=&q=45.911369,%2013.507701&ie=UTF8&ll=45.910973,13.507991&spn=0.005278,0.010042&t=h&z=17&iwloc=addr&om=0

Curiosità: Google MAPS e Street View…

Girovagando per il web come mio solito ho trovato due divertenti immagini di google street view, il servizio di google maps che offre la possibilità di visionare le strade del mondo come se si fosse li per davvero vedendo cosa si ha attorno.

Questo innovativo servizio google ha creato già da tempo diversi problemi, ne parlò anche “Mi manda RAITRE” il format “socialmente utile” per la difesa dei cittadina della terza emittente RAI, in quanto diverse persone si lamentarono di essere state fotografate con la fotocamera di MAPS e poi messi in rete senza autorizzazione. Un uomo, nonostante il proprio volto fosse stato oscurato, venne beccato dalla moglie mentre stava con l’amante. Un altro venne beccato dalla madre e la mogli lo cazziò in quanto per accordi loro non doveva andare a trovarla. Insomma è vero che il servizio è molto utile e interessante ma a volte può ledere la privacy, anche se, personalmente, non vedo così tanti problemi, magari basterebbe offuscare tutto l’individuo fotografato anziché il solo volto.

Ma torniamo a noi..

Ecco due, diciamo divertenti, immagini di Street View:

La prima dimostra che i piccioni non se la prendono solo con le nostre auto, ma anche con quelle google :P

La seconda invece può essere utile a chi cerca delle prostitute in Spagna…

immagini delle prostitute trovate su: http://www.forocoches.com/foro/showthread.php?t=1493874

Sky sbarca sul digitale terrestre diventando CIELO..e il suo patron fa guerra a google

Sky, monopolista del mercato televisivo satellitare in Italia con la sua piattaforma a pagamento, sbarca sul digitale terrestre trasformandosi in Cielo già dal primo dicembre, molto prima dell’aspettato 2011.

L’emittente di proprietà dell’australiano Rupert Murdoch infatti, secondo le imposizioni del 2003,  non potrebbe espandersi prima del 2011. Per ovviare a questo problemino ha affittato le frequente di Rete A.

Il magnate australiano, per lanciare Cielo, fa affidamento su un’altra delle sue aziende, la News Corporation Station Europe, guidata da Gary Davey che sarà anche al timone del nuovo canale italiano.

In una intervista al Sole 24 Ore, Davey ha dichiarato: “Ci auguriamo, non appena lo switch off sarà completato in tutta Italia, di raggiungere con Cielo uno share vicino a quello dei due principali canali in chiaro che operano sul Dtt, ovvero Boing e Rai 4″.

Cielo sarà dunque un canale gratuito che, si spera, avrà contenuti inediti per chi non ha abbonamenti televisivi, e sarà sicuramente un trampolino per una maggiore sponsorizzazione della piattaforma satellitare. Inoltre la nuova emittente non risparmierà un’agguerrita concorrenza a Rai e Mediaset, di fatto, soprattutto la seconda, padrone indiscusse del Digitale Terrestre in cui si spartiscono quasi tutti gli spazi pubblicitari.

Come dicevamo sino al 2011 l’emittente di Santa Giulia non potrà espandersi, ma dopo tale data non è detto che la sua offerta si amplierà sul digitale terrestre con canali free e a pagamento.

Magari è la volta buona che in TV troveremo qualcosa di diverso e di nuovo..mah.. :P

Oltre all’annuncio del lancio di Cielo sul DTT un’altra notizia riguardante R. Murdoch è che ha dichiarato guerra a Google per quanto riguarda la ricerca di NEWS.

Pare infatti che Murdoch voglia bloccare la ricerca di news tramite google su tutti i suoi quotidiani on line, dal tabloid britannico Sun al Times, al Wall Street Journal, appena sarà messo a punto un sistema per la pubblicazione di articoli a pagamento.

Sembra infatti che grazie a google si possa eludere il pagamento alle varie testate di casa Murdoch perché questo trovata la news visualizzerebbe l’intero articolo gratuitamente.

Murdoch ha dichiarato: «Quelli che prendono i nostri articoli e li utilizzano a loro vantaggio, per noi sono semplicemente dei ladri. Parlo di Google, Microsoft, Ask.com, ce n’è un sacco. Dico che non possono avere tutto gratis e che finora noi abbiamo dormito»

Negli scorsi mesi Murdoch e i suoi manager non hanno mancato di attaccare il gigante californiano accusandolo di «cleptomania» e sostenendo che agirebbe come un «parassita» proprio perché di fatto sfrutta i contenuti giornalistici facendo profitti sulle proprie pagine grazie alla pubblicità. È vero che a loro volta gli editori traggono vantaggio dall’aumento del traffico sui loro siti proprio grazie alle ricerche delle notizie attraverso Google, ma la polemica è anche sui criteri secondo alcuni arbitrari attraverso cui il motore crea la priorità con cui gli articoli vengono citati.